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ARGOMENTO: 25 FEBBRAIO 2010 LIBIA
25 FEBBRAIO 2010 LIBIA 2 Anni fa #180
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@SUP dal Comando Libia (22GCT_Mamba)
Un plauso particolare va ai 3 CR42 dei SUP, complimenti ragazzi davvero, preparatevi a quel compito per le prossime mix, siete stati efficentissimi e chirurgici, spero che il compito che pensiamo di assegnarvi vi piaccia, io credo sia tagliato per voi quindi studiate bene il fronte che avete attaccato, cercate mentre attaccate gli obj per la prossima, pian piano dovrete spingervi sempre più a Sud Salve Gente Per la seconda volta il nostro gruppo viene citato nel "bollettino di guerra", questa volta per il fronte libico, per la perizia espressa nel compimento del dovere (tutto c... pardon, fortuna). Questa è la bella notizia, quella "brutta" è che così ci toccherà sempre volare con i cari vecchi Falchi (con buona pace di Giacomo) che comunque apprezzo molto, a parte la scarsa visibilità od al massimo con i Saetta nel ruolo CB; per lo meno ci siamo fatti le ossa sul fronte Greco-Albanese. Comunque visto che ci siamo riassumo lo svolgimento della missione che ci è valsa questa citazione. Decolliamo da La Bomba noi tre soli (Camillo, Giacomo ed io) con i nostri fidi Falchi armati di bombe da 100 kg. con il compito di portarci su Ein-El-Gazala per cercare di attirare li a bassa quota la caccia avversaria (in pratica dobbiamo fare da esca), le bombe ce le portiamo appresso solo perchè visto che dobbiamo sorvolare il fronte tanto vale mollare qualche confetto sulle truppe di sua maestà Giorgio VI. Arriviamo senza problemi sulla zona assegnataci e ci mettiamo a cercare degli obbiettivi, di caccia avversaria nemmeno l'ombra; dopo un po' di girovagare sul deserto ecco finalmente che............ ci sparano da terra, visto che il nemico si è stufato di vederci brancolare nel buio ha pensato bene di farci un favore segnalandoci la sua posizione con delle belle scie di traccianti. Il nostro valoroso comandante, una volta individuato il punto da cui provengono quelle scie luminose, una postazione d'artiglieria campale, si getta in picchiata sul bersaglio e sgancia le sue bombe colpendo il trinceramento nemico con precisione chirurgica quindi richiama il suo Falco per passare al mitragliamento, peccato però che le due batterie semoventi di flak l'abbiano subito inquadrato ed alcuni colpi ben centrati causino immantinente la caduta dell'apparecchio che ora brucia al suolo elevando una densa colonna di fumo nero nel cielo del deserto. Onore al comandante (che quando leggerà queste righe si toccherà sicuramente) ma il suo sacrificio ci sarà d'aiuto perchè il fumo che si leva dai rottami del Falco è un perfetto punto di riferimento per i prossimi attacchi in quanto la caduta è avvenuta proprio in mezzo a due postazioni nemiche. Giacomo ed io ora cominciamo a circuitare sulla zona ed in men che non si dica il buon cacciatore (Hunter) ha già spazzato via una delle flak, ne resta ancora una che continua a spararci e quasi contemporaneamente entrambi picchiamo su di essa da direzioni diverse; inquadro il bersaglio che sta sparando verso Giacomo e sto per premere il grilletto quando vedo dal Falco del mio gregario partire traccianti che filano diritte verso la flak ed una volta che la raggiungono questa esplode in una vampa di fuoco e fumo, non ci darà più fastidio però qualche danno all'apparecchio di Giacomo l'ha fatto e sembra che abbia colpito il serbatoio anche se non in modo grave. Con la flak zittita e la caccia nemica che ancora non si fa vedere possiamo dedicarci all'attacco alle due postazioni anticarro che ci sono nei trinceramenti sotto di noi; Giacomo purtroppo non riesce ad individuarle e quindi l'attacco lo porto solo io. Comincio il mio attacco, inquadro la postazione, mi butto in picchiata e quindi sgancio i miei due confetti; mi aspetto di udire le esplosioni ma non succede nulla ed a quel punto mi rendo conto di aver sganciato troppo tardi, le spolette non si sono armate e le bombe non sono esplose........ maledizioni a metri cubi (nella mia mente) ma ormai la frittata è fatta ma non intendo darla vinta agli albionici per cui passo la parola alle mie mitragliere. Inizio quindi una serie di passaggi a bassissima quota che mi sembra interminabile, ad ogni passaggio mi sembra di riuscire a mettere una buona dose di colpi su quei due maledetti 2pdr ma niente da fare non riesco a distruggerli, continuo questo mio carosello mentre Giacomo proprio non riesce a vedere i bersagli e quindi non può darmi una mano; mi rimangono solo un po' più di un centinaio di colpi e mi appresto a fare l'ennesimo passaggio ormai piuttosto arrabbiato ed un po' sfiduciato, ecco che inquadro nuovamente il pezzo all'esterno del trinceramento, lascio che il mio Falco si avvicini il più possibile e poi lascio parlare le SAFAT.........bingo, questa volta vedo un'esplosione a terra ed il bersaglio distrutto; tiro su l'apparecchio, mi allontano un po' quindi viro per ritornare sul secondo cannone, quello all'interno del trinceramento, eccolo apparire all'interno del reticolo di mira, anche stavolta aspetto il più possibile prima di premere il pulsante di sparo, ecco, è il momento, le mie SAFAT sembrano urlare di esultanza quando i primi colpi raggiungono il bersaglio e questo esplode lasciando sul terreno solo dei rottami. E' andata, mi rimangono solo un'ottantina di colpi per arma e quindi decidiamo che è meglio tornare verso la base dato inoltre che di bersagli a terra non se ne vedono più e dobbiamo anche fare una CAP a bassa quota sull'aeroporto di partenza. Il ritorno è senza problemi, di Hurri o P40 non se ne vede l'ombra, e quindi ci mettiamo a circuitare sulla zona della base a circa 1000 / 1500 metri di quota su una rotta circolare che ci trova io e Giacomo su posizioni diametralmente opposte così da poter controllare a vicenda di non avere ospiti indesiderati alle nostre ore 6. Dopo circa cinque minuti che siamo in zona noto delle esplosioni al suolo nella zona dell'aeroporto, non capisco a cosa siano dovute, siamo ben all'interno delle nostre linee quindi non può essere artiglieria terrestre, bombardieri avversari non se ne vedono ma le esplosioni continuano. Ad un certo punto una comunicazione dal comando ci rende noto che ci sono due cacciatorpediniere ed un incrociatore al largo della base e sono loro che stanno cannoneggiando l'aeroporto, per ora non riusciamo a vederle ma dopo un po' ecco che appaiono all'orizzonte dirette dritte verso la nostra posizione (i nostri bombardieri tenteranno di affondarle ma senza esito purtroppo). Il nostro carburante comincia a scarseggiare e quello di Giacomo più del mio per cui dobbiamo atterrare ma sicuramente non potremo farlo qui a La Bomba visto che è tuttora sotto il tiro dlle artiglierie navali per cui chiediamo istruzioni e ci viene ordinato di portarci su Martuba. Comincio a sudare freddo viste le mie capacità di navigazione ma d'altonde non possiamo fare altro quindi cerco di prendere come riferimento una strada che dovrebbe condurci fino a Martuba e comincio a seguirla con Giacomo che comincia ad avere seri problemi di autonomia; dopo qualche peripezia riusciamo ad avvistare Martuba e Giacomo si porta direttamente all'atterraggio ma arriva troppo veloce ed il suo Falco ferito si schianta sulla pista senza però recare danno al proprio pilota che riesce ad uscire indenne dai rottami. Io intanto comincio a fare il circuito e dopo poco eccomi in finale, riduco manetta gradualmente fino a toglierla del tutto una volta in testata pista, ecco che il mio Falco scende verso il suolo che tocca facendo subito dopo un piccolo saltello per poi poggiare definitivamente le ruote a terra; memore dei molti atterraggi finiti sull'attenti doso molto prudentemente l'uso dei freni tanto la pista è molto lunga ed alla fine eccomi fermo, spengo il motore ed appare la scritta "Astore has landed" tiro un sospiro di sollievo. La mia prima missione di combattimento portata a termine felicemente e con profitto, era ora ......... "stasira cioca" (stasera ci si sbronza) Saluti a tutti Cristiano |
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